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giovedì 25 ottobre 2012

Troppo serie...

Stordyyyyyy!

va bene che mi sono assentata per quasi due settimane e che il mio ultimo post era serio, ma qui si rischia di diventare TROPPO serie, perdincibacco.

Comunque ho letto tutto con molta attenzione e per parte mia non voglio aprire il vasetto di Pandora delle manie materne (della mia, di madre). Vorrei invece consolarti un po' e dirti che secondo me non è mica TUTTA e SEMPRE colpa della madre - e quindi indirettamente nostra. Ma il Trequarti  e l'Uomochiamatodivano non c'entrano mai? Qualcosa lo farà pure il DNA, il patrimonio cromosomico, l'ereditarietà et similia, no?

Comunque, per abbassare un pochino la serietà degli ultimi tempi ti segnalo che, come promesso, mi sono trovata un'attività fisica che renderà il mio fisico à la Botero un figurino nei prossimi sette-otto anni. Dopo aver letto e riletto (sono o non sono una persona di cultura????) ho optato per il Pilates, che sembra facile, ma non lo è. E respirando-respirando e poi ancora ri-creando le diverse fasce di addominali (erano scomparse, estinte causa l'inattività degli ultimi anni) forse otterrò perfino che mi passi il mal di schiena.

Comunque vedendo in che stato termino le prime lezioni, credo che ci vorrà ancora del tempo prima di fare questa roba qui sotto:



In realtà questa cosa del Pilates nasce anche perché uno dei miei sogni nel cassetto non è tanto ridiventare magra per indossare un bel vestitino (che tanto non c'ho i soldi per comprarmelo...) quanto perché mi piacerebbe un sacco la prossima estate o giù di lì, farmi un bel pezzettone del Cammino di Santiago o un bel viaggio a piedi. Sai che ce ne sono di splendidi? Pensa tu: a piedi, tutto lento e calmo, un po' di avventura, ma non troppo. Qui ci sono un po' di idee http://www.waldenviaggiapiedi.it/ anche per cose un po' meno impegnative... Solo che bisogna essere un minimo allenati per evitare di stramazzare dopo il primo giorno. 

Così possiamo lasciare a casa la macchina ai nostri Trequarti e Uomochiamatodivano e non sorbirci i disperati tentativi di trattenerci tra le domestiche mura con frasi falso-preoccupate tipo "ma non è troppo lungo? Ma è proprio è il caso?". Non so il Trequarti, ma l'Uomochiamatodivano è un vero specialista del settore "disconferma", quella cosa di cui dovrò parlarti in un apposito post. 

Io l'amo l'ho lanciato... vedi tu se l'idea ti sconfinfera o se la riponiamo come molte altre nel cassetto dei sogni.

Tua
Affry





mercoledì 10 ottobre 2012

Tra autostima e sensi di colpa (post serissimo)


Accidenti, Affry,

così mi hai decisamente colpita e affondata… già ero ridotta lì, semisvenuta, nel vedere ben due tuoi post (dico: due!) nel giro di tre giorni; poi con le argomentazioni ironico-devastanti del tuo ultimo post (e soprattutto del link riportato dal suddetto) mi hai definitivamente abbattuta. Però prima apro una parentesi: dal momento che anch’io ho trovato il blog di Stefano Ventura http://www.nonsonosigmund.it/ molto, ma moooolto interessante sia per argomento che per approccio, che ne diresti se lo inserissimo tre le nostre letture preferite? Merita senz'altro!!!

Chiusa la parentesi, vado a narrarti le mie impressioni su Istruzioni per allevare bambini infelici,

Prima di tutto sono rimasta folgorata dalla constatazione che, avendo prodotto solo ben due figlie femmine (15 e 12 anni),  mi sono conquistata la non remota possibilità di fare di entrambe delle depresse, cioè di fare l’en plein… che bello!

Che ti debbo dire, una ce la mette tutta a fare la mamma buona e giusta, a fare tesoro delle passate esperienze con i propri genitori, soprattutto nella speranza di non ripetere i loro errori, fatti in nome dell’amore, per carità, ma sempre errori. Mia madre, per esempio, non mi ha mai, dico MAI gratificata per qualcosa che non fosse lo studio (per il quale ho sempre fatto il mio dovere senza sforzi particolari), e sai perché? Me lo ha confessato solo qualche tempo fa: ma per non viziarmi, per non farmi montare la testa, per non farmi illudere di essere chissà che cosa!!! Ma così, questo atteggiamento, associato alla ricorrente esclamazione: “Lascia stare, lascia perdere, faccio io, tanto tu non sei capace a fare niente!”, poteva fare di me una persona sicura di sé? Con una base del genere potevo forse diventare  una persona aperta agli altri, fiduciosa, sicura delle proprie capacità? Ma certo che no!!! E dopo ce ne ho messo del tempo per rinforzarmi, per irrobustirmi, per riuscire a credere in me stessa; e anche adesso, ormai over 50 e inoccupata (o casalinga coatta, come preferisco dire), mi capita a volte di affacciarmi di nuovo sull’abisso delle mie incapacità, o delle mie capacità inespresse, come le vuoi chiamare. Ovviamente ho imparato da poco e sto imparando sempre più a volermi bene, come dice giustamente Stefano, a guardare più spesso a quello che ho fatto di bene invece di pensare solo a quello che avrei potuto fare o essere; insomma, ho intrapreso da poco la difficile, ma illuminante strada dell’autostima, anche perché non voglio che le mie figlie abbiano di me solo l’esempio femminile frustrato, che neanche mi corrisponde del tutto, tra l’altro.  
E allora ovviamente, onde evitare di farne due insicure sfiduciate, le gratifico sempre tanto quando se lo meritano ("Brava! Benissimo!!"), sia riguardo allo studio che a qualsiasi altra cosa si mettano a fare, come mi guardo bene dal dar loro delle incapaci, limitandomi a dire: “Aspetta, ti faccio solo vedere come si fa e poi lo fai tu da sola”.

Riguardo poi alla differenza tra comportamento sbagliato ed essere sbagliati, mi sono accorta della questione soltanto recentemente. La figlia piccola, dal temperamento tragico, spesso se ne esce con l’esclamazione: “Quanto sono idiota, sono proprio un’idiota totale, mi ammazzzzzerei!!!”. E da chi ha preso questo atteggiamento? Ma da me, è chiaro, che me ne esco sempre con: “Quanto sono scema! Che demente che sono!”. Mi sono analizzata: quale messaggio ho lanciato così? Che ho fatto una stupidaggine e quindi che sono una stupida, of corse!!! Ma ho capito e mi sto correggendo, perché una cosa è il comportamento sbagliato, la scempiaggine che ogni tanto, com’è naturale, si fa, e un’altra è l’essere stupidi, perché la stupidità non è la conseguenza diretta di un errore commesso. Speriamo che la mia piccola “spugna” dodicenne recepisca la differenza e l’importanza della correzione e riesca a cambiare atteggiamento…

Una cosa comunque vorrei capirla (chissà se Stefano è in ascolto): come mai certi errori dei nostri genitori riusciamo da genitori a correggerli con una relativa facilità (vedi sopra), mentre altri continuiamo a ripeterli pur sapendoli sbagliati? Per esempio, perché pur odiando i rimproveri urlanti e isterici di mia madre (sempre lei!), a volte mi ritrovo a urlare da isterica verso le mie figlie proprio come faceva lei? Forse perché tutto sommato sono sempre i modelli che abbiamo avuto nella nostra infanzia a prevalere? Tutta colpa dell’imprinting???

Boh, certo è che è proprio un mestiere difficile, e chi non si sente portato fa bene secondo me a starne alla larga, per il bene suo e degli eventuali figli.

Accidenti, ma che post seriosisssssimo mi è venuto fuori!!! Scusami, ma avendo due figlie (femmine) e per giunta adolescenti, come dire, ho trovato l’argomento a dir poco stimolante. Comunque, adesso che so di poter avere sulla coscienza anche l’eventuale futuro stato depressivo delle mie figlie, mi sento molto meglio riguardo ai sensi di colpa, ahhh, come mi sento meglio!!! Per non parlare degli altri errori che ho senz’altro commesso e di cui non sono consapevole: guarda, già che ci sono, mi sento in colpa in anticipo anche di quelli!…

Scherzi a parte, finora è stato relativamente facile tirare su due figlie, ma adesso che sono adolescenti, il gioco comincia a farsi più duro, anche se per il momento non ci sono state grosse necessità di cuorcarle a mazzate, come dici tu. In ogni caso, sia io che il Trequarti siamo pronti: i sorci verdi sono sempre dietro l’angolo, pronti a farsi vedere, si sa!
E con questa immagine ricolma di speranza e ottimismo, ti saluto. A presto
                                                                                                                              Tua Stordita
                                                                fonte immagine: il web
                                                                                   
                                       

domenica 7 ottobre 2012

Post serio senza titolo

Stordy!

non è che improvvisamente ho avuto un attacco di scrittura compulsiva (due post in pochi giorni?). Gli è che oggi è domenica, dovrei essere a fare cose intellettuali o, al contrario, assolutamente stupide per defaticarmi dalla dura settimana di lavoro. Invece sono qui a LAVORARE, tanto per cambiare.

Ogni tanto mi prendo 5-minuti-5 di svago (ho scoperto che se ci credi si può fare: pensare che navigare liberamente sul pc come si faceva agli esordi di internet possa essere una distrazione dal lavoro vero) e mi sono imbattuta in questo post: Istruzioni per allevare bambini infelici.

Mi ci sono precipitata a leggere per vedere quante probabilità avevano i miei figli di essere infelici e depressi, per scoprire che, malgrado tutta la mia buona volontà, alcuni errori li ho fatti (non perpetrati in modo continuativo, però, diciamo che li ho fatti a macchia di leopardo).

Però mi pare un post veramente interessante. Soprattutto perché durante l'adolescenza dei figli, quando hai voglia di cuorcarli di mazzate un giorno sì e un giorno pure (ammettiamolo, ti fanno uscire pazza e credo sarebbe onesto ammettere che anche noi madri siamo UMANE) e devi fare training autogeno 24 ore per 7 giorni su 7 per non farlo, un pizzico di sano humor nero e di ironia servono, eccome se servono!

Appena mostrerò un briciolo di coraggio lo farò leggere alle creature (ormai cresciutelle) per sapere cosa ne pensano loro. 

E tu, cosa ne pensi?
tua Affranta (lavoratrice)