lunedì 24 settembre 2012

Una ripresa... agguerrita


Eccoci qui, finalmente si ricomincia anche a scrivere, cara la mia Affranta!
 
L’estate è passata, le vacanze anche, così come i loro benefici influssi: addio passeggiate al fresco tra abeti e mirtilli della Repubblica Ceca, addio tante cose belle da vedere, addio cene luculliane e appetitose in pittoresche trattorie, addio bevute di ottima birra, addio belle dormite sotto il piumino! Ma soprattutto, addio tranquillità d’animo e di pensiero!!!

Appena ritornata, mi sono dovuta rituffare subito nei vecchi ritmi quotidiani e nelle solite ansie (che ovviamente durante la pausa vacanziera non si sono risolte da sole, magaaaaari!!!). Non ti nascondo che se ho tardato fino adesso a scrivere è stato perché stavo già annaspando nel mare magno delle mie angosce esistenziali e non, delle mie preoccupazioni di varia natura e specie di madre-moglie-figlia. Poi, un paio di giorni fa, qualcuno mi ha ricordato l’adorabile film Pomodori verdi fritti (ho letto anche il godibilissimo romanzo) e improvvisamente ho deciso di darmi una mossa (come si dice da queste parti) nel fisico e nel morale al grido di “TOWANDA!!!”, e così ho cominciato a scrollarmi via di dosso tutti quei pensieri negativi che rischiavano di deprimermi. Ancora non ho risolto nulla, ma almeno ho cominciato a vedere le cose da un’altra prospettiva, quella combattente, attiva, vincente, e già questo mi ha aiutato. Quindi: “TOWANDA!!!”.
 
 

In vacanza, comunque, ho vissuto un’esperienza che vorrei sottoporre al tuo giudizio, cercando conforto. Millequattrocento km ad andare e millequattrocento km a tornare, più un sacco di spostamenti sul posto. Nella Repubblica Ceca. In macchina. Il Trequarti sempre alla guida (dice che io vado troppo piano, che con me non si arrivrebbe mai a destinazione), una guida molto sicura, padrona di sé, coscienziosa, vigile e attenta, ma… veloce, TANTO veloce… che non conosce lo scalare di marcia, la decelerazione lenta, dolce… che filando in autostrada prevede lo stare attaccati alla macchina che ci precede per poi schizzare improvvisamente a sinistra nella corsia di sorpasso appena un’altra vettura ha finito (o quasi) di superarci… insomma, una guida attenta, ma velocissima e tanto “fluida”, senza decelerazioni, proprio come quando in TV trasmettono un gran premio di Formula 1 e c’è la ripresa dalla telecamera montata a bordo della Ferrari di Alonso. Stessa sensazione, stesso effetto. Cioè, per me un vero e proprio INCUBO: paura, terrore, cuore in tumulto, rischio d’infarto. Il bello è che non riesco a calmarmi, né a chiudere gli occhi e cercare di dormire. E poi, tutti quei TIR in autostrada, uno attaccato all’altro, così grossi e infìdi! La cosa peggiore è che sono diventata quasi come mia madre, che in viaggio pregava in continuazione mio padre di frenare, anzi, di fermarsi addirittura, almeno a venti metri dalla macchina davanti, e si dimenava in continuazione sul sedile in preda al panico. E io la trovavo così ridicola, così poco fiduciosa in mio padre, così poco carina nei suoi confronti!!! E ora io sono come lei!!! Nota che non ho mai avuto paura in macchina con altri alla guida; poi appena sono diventata madre, qualcosa è cambiato, forse per esagerato senso di responsabilità, ma ora… ora sto proprio esagerando!!!
   Forse è la menopausa anche qui? L’approssimarsi della vecchiaia che ci rende più paurose e fragili? Non lo so. Certo, il Trequarti (che sa quello che provo) potrebbe anche andare un po’ più tranquillino, ma il problema comunque è mio, è legato alle mie ansie, lo so, e lo vorrei tanto risolvere. Ho provato con l’autosuggestione, ma ho fallito miseramente (“Io non ho paura. Perché dovrei avere paura? Che motivo c’è? Io mi fido della guida dello Speedy-Trequarti”). Anestesia totale? Botta in testa? Mezzi di trasporto alternativi? Mi sa che alla fine farò come fece mia madre per trovare un po’ di tranquillità: mi trasferirò sul sedile posteriore e lascerò quello anteriore alle figlie. Ci andrà di mezzo il mio orgoglio, ma meglio lui delle mie coronarie, no???

 
Ah , a proposito di menopausa e di vecchiaia, leggendo il Corriere della sera qualche giorno fa ho scoperto questo articolo http://www.corriere.it/salute/neuroscienze/12_settembre_18/mezza-eta_a1f9a1b6-017c-11e2-a63e-daa4ff219e76.shtml
Quindi, mia cara, dobbiamo rivedere e aggiornare le nostre convinzioni: io che credevo di essere ormai prossima alla Terza età, ho scoperto di essere appena appena entrata nella MEZZA ETA’!!! Ma allora sono ancora un giovane virgulto, una ragazzina, una giovane promessa!!! Oddio, se ripenso a Marcello Marchesi quando cantava in TV “Che bella età/ la mezza età” (ricordi? Ancora in bianco e nero), che mi sembrava così vecchio, matusa, stantìo, decisamente fuori moda, non è che mi consolo poi tanto… ma poi penso che i tempi sono cambiati e che ora noi over 50 siamo molto, molto più giovanili degli over 50 di una volta, molto più in forma, scattanti... noi stesse, la nostra età mica la dimostriamo! Tutti si meravigliano quando sentono quanti anni ho: spero di non avere il crollo tutto in una volta, come ho già detto altrove…


 
Ma cambiamo argomento.

Il primo problema pratico con cui mi sono scontrata una volta tornata a casa è stato quello dei libri scolastici. Come faccio ormai da tre anni, dopo averli cercati presso amici  o nell’usato, per ammortizzare la spesa, il 10 agosto (nota bene) li ho ordinati presso un grosso supermercato che trasforma il 20% della spesa-libri in un buono sconto spesa-spesa. Bene. Puoi seguire l’ordine e tutto l’iter di ogni singolo libro verso di te via internet. Bene. Le scuole sono iniziate da 15 giorni. Bene. Sai quando ho esaurito la pratica “libri” per quest’anno? L’altro ieri, 22 settembre!!! MALISSIMO… Ma è mai possibile? Nota che un testo (che non era ancora reperibile in magazzino) me lo sono cercato da sola, trovandolo senza bisogno di ordinarlo dopo un paio di telefonate. Per non parlare di quello che costano, i libri scolastici!!!

Non mi resta che tornare a dire: TOWANDA! TOWANDA!! TOWANDA!!!

Tua agguerritissima (per ora) Stordy
 
P.S. Sorvolo sulle storie vergognose della Regione Lazio. Più che Towanda! lì l'unica è invocare la bomba atomica.... che orrore, che amarezza, che sconforto... che schifo... e pensare che la Regione non ha soldi per occuparsi della salute dei cittadini...!?!?!?!?    SENZA PAROLE...

  

 

 

giovedì 16 agosto 2012

Un Ferragosto da turista a... Roma!!!


Affry carissima,

cosa mi è successo di bello in questi giorni di caldo tropical-equatorial-umiderrimo???

Niente di che.

Ho solo aggiunto una pallina in più al pallottoliere della mia età… insomma, bando agli eufemismi, all'inizo del mese ho compiuto gli anni e… wow!!!, anche se mi sto pericolosamente avvicinando al cambio di decina, ho deciso di fregarmene e di festeggiare. Quello che conta è lo spirito, e il mio spirito è ancora un vero ragazzino che qualche volta scivola e si fa del male, ma che il più delle volte ama sognare, divertirsi, curiosare e cercare la metà sempre piena del bicchiere.

E allora sono una vera ragazzina anch’io, no? Dimmi di sì, ti preeegooooo…

Poi, che altro è successo… ah sì, sono terminate le Olimpiadi, purtroppo… con una domenica sportiva (il 12 agosto) che tra pallavolo (lo sport più amato e praticato dagli altri 3 componenti della mia famiglia, specie dal Trequarti), pallanuoto, pugilato, ginnastica e cerimonia conclusiva ci ha tenuti incollati al televisore per quasi tutta la giornata. Belle. Peccato siano finite.  Ma ritorneranno tra 4 anni e allora ricomincerà il mio trip di sublimazione giornalistico-sportiva, non vedo l’ora!!!

Ma passiamo ad altro.

Ieri era Ferragosto. E sai che cosa ho combinato? Ho deciso di fare la turista a Roma, la mia città! E allora io, le mie due ragazze (le mie figlie adolescenti, ovvio! Il Trequarti era occupato sul terrazzo con l’impianto di annaffiamento in vista della nostra prossima partenza per le vacanze) e due amici abbiamo prima fatto un giro nel centro pacificamente occupato dai turisti (secondo me sono pazzi a visitare Roma con ‘sto caldo, lo confermo), pranzato in un fast food (ogni tanto mi piace “avvelenarmi” consapevolmente per poi apprezzare di più la sana cucina quotidiana), riposato sotto gli alberi di Villa Borghese (bello, riposante, un venticello persino quasi fresco, ma perché io càpito sempre al SOLE??? C’era un buco tra i rami e una volta spaparanzata, mi sono accorta di essere in parte al sole , accidenti!!!) e poi abbiamo visitato la Galleria Borghese, vero momento clou della giornata. Era da qualche anno che non ci tornavo e la visita rimane per me un’esperienza bellissima, ogni volta diversa. Adoro rimanere ogni volta a bocca aperta davanti a quell’alta concentrazione di meraviglie dall’antichità all’Ottocento.  Mi piace godermi Tiziano e Caravaggio, Raffaello e Canova, soffermarmi davanti ai combattimenti tra i gladiatori in mosaico, osservare Domenichino (con un particolare che trovo modernissimo),


Domenichino, La caccia di Diana (part.)
                                              fonte: il web


Cranach, Antonello da Messina e la Peplofora, ma quello che ogni volta mi stupisce di più è Bernini. Poter girare attorno ai suoi capolavori di marmo, scoprire ad ogni passo, ad ogni occhiata un’espressione diversa dei personaggi, apprezzare il loro movimento bloccato in un attimo, ammirare la resa della muscolatura, della mano forte di Plutone affondata nella coscia di Proserpina,


G.L. Bernini, Ratto di Proserpina (part.)           fonte: il web



o al contrario della pelle flaccida  del vecchio Anchise…

         G.L. Bernini, Enea e Anchise
                         fonte: il web


Ma l’opera che mi fa quasi cadere in preda della sindrome di Stendhal è l’Apollo e Dafne:

G.L. Bernini, Apollo e Dafne    
                              fonte: il web


non mi stancherei mai di guardarla, di osservarla da ogni parte, di gustare pian piano la gioia-sorpresa di Apollo e il doppio terrore di Dafne, di perdermi nella magia della resa tecnica delle dita di lei che si trasformano in alto in fronde e in basso in radici,

      G.L. Bernini, Apollo e Dafne (part.)
                                              fonte: il web


 per non parlare dei capelli sparsi e immobilizzati al vento di lei e del manto avvolto su se stesso come in un turbine di lui.

Meraviglia, sogno, estasi. Questi i miei sentimenti. Ogni volta. Mi sono sentita di nuovo appagata, in pace con il mondo e con me stessa. L’arte mi fa sempre questo effetto, da quando la studiavo all’università, sempre, ma soprattutto alla Borghese, davanti ai capolavori di Bernini. Consiglio un “viaggio” del genere a chiunque. Fa bene agli occhi, fa meglio allo spirito. Lo consiglio spassionatamente poi a chi la pensa come il nostro ex ministro Tremonti a proposito dell’affermazione che “La cuvtuva non si mangia”, da te citata nell’ultimo post: evidentemente esperienze del genere non ne hanno mai fatte, poverini loro!!!

Le mie ragazze hanno apprezzato e capito. Alla fine erano stanche, ma contente. Potere dell’arte con la “A” maiuscola!!! Unico neo, almeno per me: avere solo due ore a disposizione per visitare tutta la galleria, perché dato l’alto afflusso, il pubblico è diviso in turni con orari prestabiliti dalla prenotazione e non si può sgarrare: gentilmente i custodi ti invitano a uscire dalle sale, mentre il turno successivo preme per entrare. Unica soluzione per me: selezionare le opere, far finta che le altre non esistano, per potermi godere di più quelle che amo.

Poi il rientro nel nostro quartiere deserto e dai negozi tutti chiusi (l’unica gelateria aperta è stata presa d’assalto dai pochi sopravvissuti, noi tre comprese). Quindi ho deciso di celebrare il mio rinnovato “patto” con l’arte e con la Borghese appagando anche lo stomaco con un sano cous cous di pollo di cui ho appena scoperto la ricetta: facile e gustoso (adoro le spezie!!!).

Conclusione: un’ottima giornata cittadina, nonostante il caldo. Ah, debbo confessarti una cosa, il mio trucco di quest'anno per sopportare il solleone lungo le strade romane. Da qualche giorno, infatti, sto girando con l’ombrello nella borsa, non per timore della pioggia (figurati!), ma per evitare il sole. Appena c’è da attraversare un tratto allo “scoperto”, cioè senz’ombra, apro il mio ombrello e vado. Faccio un po’ vecchia-signora-matta, ma chissenefrega. Dovrei comprarmi uno di quegli ombrellini cinesi coloratissimi, decisamente più carini e alla moda del mio blu da pioggia, ma non mi risulta che ne esistano dei modelli da borsetta. Studierò la questione.  


 fonte: il web


E tu come hai celebrato il Ferragosto, creando pasticcini-tazzine o gufetti di lana? Non credo proprio, non ti ci vedo… ancora.

Ah, ma mi stavo dimenticando: questa volta mi piace il nuovo abito delle Spampanate!!! Mi piacciono le righe inglesi o british che siano, mi piace il contrasto tra il rosa-fragola dello sfondo e il crema dei post: due gusti di gelato che mi piacciono molto insieme e fanno molto estate. Complimenti, stavolta niente da obiettare, nemmeno diplomaticamente. E poi, il rosa richiama il rosso-menopausa, quindi ci siamo, no???


 fonte: il web


Come ti accennavo tra le righe, prossimamente partirò per le vacanze all’estero e sarò rigorosamente senza computer, quindi non potrò aggiornare il blog. Ma non ti preoccupare, tra 20 giorni sarò di nuovo qui, nell’Ex caput mundi, di nuovo a imperversare pestando sui tasti di quest’amabile tastiera!

A presto

Tua Stordy

sabato 4 agosto 2012

Cambio d'abito per il blog

Cara Stordy,

ho apprezzato muchissimo la delicatezza con cui mi hai fatto (giustamente peraltro) rilevare che il mio restyling nr. 1 del blog faceva veramente cagare.

Insomma sto facendo delle prove, anche perché visto il periodo congiunturale sfavorevole l'unico abito che posso cambiare con una certa frequenza è quello del blog. Per il resto ormai rabasto nell'armadio robe perfino più vintage di me.

Così ho pensato a un blog-abitino un po' english style, visto che la regina ci affascina. Naturalmente si tratta di un work in progress che posso cambiare quando vogliamo. Oggi ho anche cercato il vecchio ocra, ma non l'ho più trovato (la storia della mia vita, quando trovo qualcosa di interessante poi lo perdo...)

Tornando alle tue osservazioni, io sono fortunata, perché i piccioni non mi tormentano: ho dei passeri che fanno slalom tra le petunie, alcuni grassi come piccoli tacchini, però non rompono le palle, a dire il vero. Con alcuni sono talmente in confidenza che non se ne vanno quando arrivo sul balcone.

E' la terza volta che riprendo a scrivere, quindi se ti sembro un tantino sconclusionata la colpa non è mia: è dell'Uomo-chiamato-Divano. Perché è matematico: appena mi metto a scrivere DEVE chiedermi qualcosa di assolutamente improcrastinabile. Questo mi porta a dei continui rigurgiti di rivendicazioni postfemministe. Per esempio: non sei orgogliosa delle vittorie olimpiche delle donne italiane (Pellegrini a parte, che comunque anche lei povera potrà averle che le girano qualche giorno?) Insomma, basta portarci due minuti fuori dal focolare che facciamo sfracelli!!! Oggi poi Jessica Rossi è stata veramente grande!

(foto dal web)

Interessante comunque anche il link che mi hai segnalato...

Comunque, mentre tu influenzi con le tue scelte le svolte meteorologiche su Roma e sul Belpaese io in questi giorni mi diverto a pensare ad una vita da pensionata in cui avrò tempo per dedicarmi a fare cose come quelle che trovi nelle molte immagini di questo link, ognuna delle quali rimanda a un sito dove di solito ci sono pure le spiegazioni. Per esempio sto seriamente pensando di dedicarmi a realizzare animaletti a maglia come questo, che mi pare semplice abbastanza da riprodurre:


oppure tirare fuori la scultrice che c'è in me (da qualche parte ci sarà pure un pizzico di scultrice in me) per confezionare delle torte scultura come queste (non son tazze vere, come avrai capito dalla forchetta...)

Fonte: Pinterest
Perchè devo dire che in questi giorni mi ritorna in mente l'illuminante frase dell'illuminato ministro che disse che "Con la cultuva non si mangia" (o che "La cultuva non si mangia"). Naturalmente non gli darò mai ragione per principio, ma forse è ora di buttarsi su qualcosa di più manuale e meno intellettuale. Prima di provare con un corso per elettrricista o idraulico pensavo di fare un ultimo disperato tentativo con questi articoli artigianali con brio.

Ora torno a guardare un po' di Olimpiadi, che sono bellissime e secondo  me ormai è meglio vedersele a casa in TV che non sul posto (vabbé, non è vero, ma meglio consolarsi con questa favoletta).

Qui a Torino fa un caldo pazzesco, la mia via è completamente al buio e non sento parlare che di vacanze.

Per fortuna che ci sei tu, Stordy....

Però non annullarti! Non stirare troppo! Riprenditi i tuoi spazi!!!
E mi fermo qui...

Tua Affranta

giovedì 2 agosto 2012

Normalità e fughe... sportive

Eccomi qui, cara la mia Affry, più pimpante che mai...

... in realtà sono le 9,00 del mattino e già annaspo per il caldo, anche se sto fortissimamente tentando di annullarne gli effetti psicologici con l'autosuggestione, magari riesco a sortire qualche effetto adrenalinico, hai visto mai!!!

Allora, certo che ho notato e apprezzato la nostra nuova veste grafica, ma sei sicura che si tratti di poetiche e beneauguranti rondinelle? A me sembrano tanto dei comunissimi e odiosissimi piccioni (odiosissimi, perché me li trovo sempre sul terrazzo a starnazzare, e dico a starnazzare a ragion veduta, perché il verso di uno solo per le mie orecchie è pari a quello di un intero branco di oche!)... ma no, dài, non te la prendere... ora che guardo meglio... mi sembrano... delle colombe... ecco, facciamo finta che siano dei volatili non bene identificati tra la rondinella e la colomba... ooooh, ora va mooolto meglio (potere dell'autosuggestione)!!!.

Ma... se proprio debbo essere sincera (debbo?), debbo confessare che preferivo l'arancione-vivacione dello sfondo precedente: questo senapino-beigiolino, anche se va-bene-con-tutto, mi mette un po' di tristezza... aaaah, ma forse lo hai fatto apposta per rimarcare il nostro essere over 50 e quindi agées, stagionate, spampanate, insomma!!! Adesso ho capito! Perfetto, hai la mia approvazione!

Ok, la pianto qui. Già ti sento brontolare, in quel di Torino: "E allora, pensaci tu, nèèèè, che non sai niente di blog, web, ecc., oh basta, là!!!".

E quindi, per introdurre l'argomento che in questi giorni sta catalizzando buona parte del mio interesse estivo, ti sottopongo il seguente indovinello:

Chi sarà mai il personaggio ritratto nella foto sottostante, e cosa starà facendo???

 Fonte immagine: il web


Guarda bene i particolari... cappellino a paralume con nastrini, piume e fiori... molto english... in tinta col soprabito... in tinta con la piscina che si intravede sullo sfondo...

Ma sì, hai indovinato: è proprio la regina Elisabetta in visita allo Stadio del nuoto di Londra in occasione delle olimpiadi 2012!!!

Le olimpiadi, ecco di cosa si sta nutrendo il mio povero spirito in questi giorni di calura! Forse perché sono una sportivona? Forse perché sono patriottica (adoro vedere quei visi emozionati, sentire l'inno nazionale e veder salire il tricolore)? Forse perché così sublimo il mio bisogno di vincere o la mia incapacità congenita nel tentare di praticare qualsiasi tipo di attività sportiva (me la sono sempre cavata giusto un po' nel nuoto...)? Forse perché invidio quelle sane ragazze più o meno giovani (come la nostra Josefa Idem, da te già segnalata) che si battono, faticano, piangono di gioia o fremono di rabbia?

Non lo so. Sta di fatto che guardo e leggo di tutto in proposito, non mi perdo una gara dal pugilato al tiro con l'arco... sto diventando una maniaca!

Comunque, l'altra mattina mi sono alzata un po' con la luna di traverso; poi, leggendo il Corriere  della sera ho trovato questo link che  ti propongo e ti consiglio moooooolto caldamente (in tutti i sensi):  http://www.corriere.it/gallery/sport/speciali/olimpiade-2012/belli/1/i-piu-belli-olimpiade_2ebb0440-da5f-11e1-aea0-c8fd44fac0da.shtml#1   . Insomma,  rifacendomi gli occhi e soprattutto lo spirito spampanato, mi sono sentita subito meglio, l'apatia e il malumore se ne sono andati in un battibaleno. Innegabilmente è rimasta un po' tanta frustrazione,  ma che ci vuoi fare, pazienza, almeno gli occhi hanno gioito per un po' e quei miei 5-6 ormoni superstiti si sono sentiti ringalluzzire per un attimo. Provare il link per credere!!!

A parte questo, ti aggiorno sulle vicende famigliari.

Come hai potuto constatare dalle cronache di questi giorni, a Roma ci sono stati tanti incendi (persino dalle mie parti), ma niente neve; cosa ne deduci? Brava, che io e il "Trequarti" nella settimana di libertà dalle figlie, dopo quella volta (vedi il mio post precedente) non siamo più usciti. Troppa responsabilità: gli spazzaneve da queste parti non si sono trovati nella stagione giusta per la neve, figurati se si trovavano fuori stagione! Abbiamo preferito rinunciare ad uscire per il bene comune.

Le figlie sono tornate. Le lavatrici hanno ripreso a funzionare a pieno ritmo. I mucchi di roba da stirare hanno ripreso a crescere. Insomma, tutto è tornato alla normalità.

E io di nuovo non sono più padrona del mio tempo e della mia mente. Mi ci debbo riabituare. E' dura, ma so che ci riuscirò. Ci debbo riuscire!!! Come ci riesce ogni donna-mamma!

Che cosa ha affermato la Idem, che noi donne possiamo fare tutto e a qualsiasi età?
Allora vado anch'io a fare qualche progettino... basta che poi mi concedano il tempo e la libertà mentale per poterlo realizzare, mica chiedo tanto, no???

Uno storditissimo abbraccio

Tua Stordy



venerdì 27 luglio 2012

Scusi, Lei...

Cara Stordy!

Sono assai felice per te e per questo recupero di dialogo con il Trequarti che potrebbe perfino portare a una perturbazione su tutta la penisola, se andate ancora a mangiare fuori qualche sera. Sulle Maldive lascerei perdere: è stagione di monsoni, rischi di stare nel bungalow a giocare a briscola. Meglio l'estate romana. O no?

E' altresì evidente che questo blog è la prova della nostra unità di pensiero. Debole, magari, anche se in effetti guardandomi intorno mi sembra assai meno debole di altri.

Intanto scusami se ti ho abbandonata dal lontano 12 luglio, pomeriggio di stiro selvaggio, ma leggendo il post Stirare fa rima con...? sono stata colta da sensi di colpa fortissimi, in quanto non tocco ferro da stiro da qualche mese, la biancheria da stirare ha raggiunto una massa critica prossima al blob in autonoma uscita dal bagno. Mi stavo appena riprendendo, allontanando da me i sensi di colpa (che stirino gli altri, p...a miseria, se proprio vogliono le camicie non plissettate) quando tu mi hai affondata con la storia del "tu" e del "lei".

Eh sì, perchè giusto mi accingevo a raccontarti quanto segue.

Per lavoro ho contatti di persona, per telefono e per email con un giovane ventitreenne (prima o poi, mi disse una volta il mio capo storico, ci sarà qualcuno mooolto più giovane di te che ti dirà cosa fare. Ecco siamo arrivati al prima o poi...). Comunque il giovane è a modo ed educato, del genere: saluta, conosce alcune formule di cortesia, si lava e comunque mi dà del "tu" anche se potrei essere sua madre o la sua vecchia zia, perché l'ambiente è quello del giornalismo dei poveri (blogger e simili) dove ci si da del tu perché tutti nella stessa drammatica barca. Comunque: una sera arriva a casa il mio figliuolo e dice che ha conosciuto il giovane ammodo. Dopo due giorni incontro il giovane ammodo che mi dice "ah, ho conosciuto Suo figlio". "ah sì - dico io -  è vero, che combinazione, ma puoi continuare a darmi del tu!". E lui: "E' che non ci riesco, adesso che so che è Sua madre...". Ora dimmi tu cosa è peggio per metterti di fronte alla drammatica verità degli anni che passano: quelli che ti lasciano il posto sull'autobus o QUESTO???

Non riesco nemmeno a trovare una immagine degna a commento, e allora mi sono consolata con quanto dichiarato da Josefa Idem (che peraltro non ha ancora toccato i 50...) al New York Times e cioè che con la sua partecipazione alle Olimpiadi vuole sfatare il pensiero comune secondo cui certe cose ad una certa età non si possono fare. Sostiene Josefa che siamo sempre bellissime, e che possiamo raggiungere i nostri obiettivi a qualsiasi età. Escludendo le minigonne per ragioni di buon gusto e i tacchi 12 per ragioni di equilibrio, io ho una lista lunghissima che va dal bungee jumping al giro del mondo in bicicletta,. E d'ora in poi inizierò a pensare che ho ancora molti anni davanti a me per poterle fare. Naturalmente non ne parlerò, nemmeno davanti a un bicchiere di vino, con l'UomochiamatoDivano, di cui conosco già la risposta: ma perché sei sempre così agitata e vuoi sempre andare da qualche parte? Credo che non abbia mai letto Che ci faccio qui di Bruce Chatwin...

Non so se hai notato che sono finalmente riuscita a cambiare aspetto del blog. Sto facendo vari esperimenti e questo mi è piaciuto, con le rondinelle ecc. ecc. Prossimamente ne proverò altri, fammi sapere se hai delle preferenze sui colori.

Tua gasatissima Affranta

martedì 24 luglio 2012

Aiuto, mi danno del lei!!!

Wow, cara Affry!!!

Non ci crederai, ma sono qui a casa completamente D-A  S-O-L-A!!!!!!!!!

Gioia, tripudio, allegria, sollazzo...

Dopo aver organizzato qualche giorno fa una piccola festa di compleanno per la figlia grande,

Fonte: il web


con relativa piccola cena e pernottamento pre-festicciola per altre due graziose fanciulle (per un totale di 4 accampate nel soggiorno), e dopo aver supervisionato prima lo zaino della figlia grande e poi quello della figlia piccola, le due suddette finalmente sono partite per i rispettivi campi scout, e io sono mi sono trovata improvvisamente unica padrona del mio tempo, a godermi questo meritato regalo.

Oddio, c'è sempre il Trequarti, ma con lui non c'è problema, anzi, è bello ritrovarsi in queste occasioni, riscoprire piccole cose, come un bicchiere di vino bianco gustato in santa pace con due patatine, chiacchierando del più e del meno...

Certo, potevamo gedercela meglio partendo per le Maldive (due anni fa siamo riusciti a ritagliarci un'insperata vacanzina in Costa Brava, una di quelle fortune che capitano una sola volta nella vita), ma anche così, va bene lo stesso.

In questo momento poi, non c'è nemmeno lui, e quindi posso dare libero sfogo ai miei pensieri su questo post senza temere interruzioni di sorta (tipo: "Mi fai vedere un secondo la posta? Sai, il portatile è spento e non vale la pena accenderlo, vado così di corsa!", salvo poi stazionare un quarto d'ora in lettura, alla faccia della fretta...).

Ma veniamo al punto.

Oggi sul Corriere della sera ho trovato questo articolo:   http://27esimaora.corriere.it/articolo/signora-a-chi/  , che fa proprio al caso di noi Spampanate.

All'argomento ho già dedicato qualche osservazione nel post sul Concorsone e debbo dire che decisamente tocca qualche mio nervo scoperto.

Eh già, perché così come mi si attaglia perfettamente il motto "Dall'acne alle rughe, senza passaggi intermedi", che mi sono autodedicata, così mi si addice anche l'altro "Dal tu al lei senza preavviso", che mi sono giusto giusto adesso autoispirata.

Ma tu dimmi, una come fa a non farsi venire ansie e complessi, quando fino a ieri tutti le davano del tu, o si rivolgevano a lei tutt'al più con un gentile "Signorina", e invece oggi improvvisamente, senza avvisi di sorta, tutti le danno del lei e la chiamano "Signora"!!! Lo so, è una questione di rispetto, ma ti garantisco che all'inizio la cosa mi ha turbata non poco. Nei negozi dove vado abitualmente certi commessi mi danno del tu e altri del lei che è una bellezza! Ma il top lo raggiunge il parrucchiere mio coetaneo, se non addirittura più vecchio di me, il quale, nonostante le mie insistenze, non riesce proprio a darmi del tu, per cui finisce sempre con l'uscirsene con me con frasi del tipo: "Buongiorno signora. Ti faccio preparare per il taglio? Vuole fare anche i colpi di sole, o preferisci farli la prossima volta? Come vuole lei, perché i tuoi capelli ancora tengono"!!! BELLISSIMO! Un vero record di alternanza tu/lei in un'unica frase!!!

Quando però hanno iniziato a darmi del lei e a chiamarmi "signora", e non per nome, anche le ragazzine coetanee delle mie figlie, lì per lì sono rimasta choccata, poi ho capito che ormai non mi posso più mimetizzare un granché, che sì, sono un tipo giovanile e nessuno mi darebbe dell'ultracinquantenne, ma neanche della trentenne o quarantenne... e così mi sono rassegnata al lei... ma sulle ragazzine mi sono imposta comunque: ho cominciato a dar loro del lei anch'io, e così, pian piano, prima sono rimaste choccate e poi sono passate al tu. Non ce la facevo proprio a passare per una vecchia zia decrepita!!!

Mafalda. Fonte: il web

Comunque, penso che sia anche una questione di abitudine, come dire, generazionale. Se ci pensi bene, quando eravamo ragazzine noi, era normale dare del tu a tutti, era da "matusa" dare del lei, era invece "rivoluzionario", "fico", "fuori-dagli-schemi-borghesi", insomma, "da compagni" darsi e dare del tu. Solo alle vecchie zie a ai nonnetti si dava del lei, ricordi? Evidentemente questo retaggio mi è rimasto dentro, si è sedimentato e mi rende ancora più difficile l'accettazione del "lei".

Che ne pensi di questa mia analisi?

A presto presto

Tua Stordy

P.S. Sentito che dolce freschetto? Ieri sera, io e il Trequarti ci siamo concessi una cena fuori al ristorante e... abbiamo fatto quasi diluviare!!! Eh, se ci diamo da fare un altro po' con la bella vita, mi sa che riusciamo anche a far nevicare...



giovedì 12 luglio 2012

Stirare fa rima con...?

Affry carissima,

ho appena spento il ferro da stiro  (in questa stagione io stiro la mattina presto, quando ne ho la forza, fino alle 8,00 per risparmiare energia ed euro, nonché calore),  e una domanda della serie "I grandi perché della vita" si è affacciata per l'ennesima volta alla mia mente, senza trovare una risposta, come al solito: ma perché diavolo si deve stirare più d'estate (quando fa caldo e mi viene da sudare solo a pronunciarlo, il verbo stirare) che d'inverno (quando fa freddo ed è senz'altro più piacevole sentirsi arrivare addosso lo sbuffo di vapore bollente)? Qualcuno me lo sa spiegare???

fonte: il web


Che poi, tra orari coatti per risparmiare, la stanchezza (la sera per esempio sono già talmente cotta di mio che di accendere anche il ferro non se ne parla proprio!) e il caldo, va a finire che faccio lavatrici su lavatrici senza mai decidermi a stirare, col bel risultato che la biancheria staziona per giorni e giorni nella grande cesta straripante, dando luogo a una costruzione informe e di dubbia staticità che minaccia sempre di crollare, manco fosse un'installazione d'arte contemporanea (oddio, un po' Michelangelo Pistoletto lo ricorda...)!

M. Pistoletto, Venere degli stracci (fonte: il web)

Bah, comunque ferro da stiro oppure no, sono già qui che sudo; e la mia unica attività è stare qui seduta a premere sui tasti del computer!!! Chissà come sarò ridotta a fine giornata. Ieri (come l'altro ieri e l'altro ieri ancora e così via) non ho fatto altro che sudare. Mentre facevo la spesa, ho incontrato una vicina di casa simpatica (una delle pochissime): lei normale, pettinata, in ordine, caruccia; io sudaterrima, spettinata, bagnata... un vero schifo!!!

Sarà colpa di Minosse o delle vampate? Non lo so. E comunque a proposito di questo caldo insopportabile non solo per me e per noi Spampanate, guarda che cos'ho trovato curiosando sul web:




Troppo forte! La Margherita nazionale mi piace sempre di più! E ha proprio ragione: quando avranno finito i nomi dei personaggi "infernali", a quali altri nomi passeranno gli esperti meteo? Già Scipione, poveraccio, l'eroe romano, chiamarlo in causa giusto per via dell'Africa... ma allora perché non battezzare il primo caldo "Annibale" o "Amilcare" o ancora "Asdrubale", visto che quelli erano VERAMENTE africani e soprattutto NEMICI di Roma?

Ma mi rendo conto che sto divagando senza costrutto.

In questi giorni i miei 4 neuroni superstiti si sono ripresi dallo stress da concorsone, ma funzionano comunque a regime ridotto: dopo l'ora di pranzo e fino alle 19,00 circa fanno una specie di pennichella (= riposino, per voi nordici). Mi sa che per il regime completo bisognerà aspettare una diminuzione della temperatura. Di andare al mare o al lago o in piscina a cercare un po' di refrigerio non se ne parla proprio: avevamo cominciato, ma la figlia piccola (quella dodicenne) nei giorni scorsi ha pensato bene di beccarsi un'otite purulenta coi fiocchi e controfiocchi, quindi siamo qui in clausura in attesa di tempi migliori.

E visto che "Sempre allegri bisogna stare" (conoscevo la versione Fo-Jannacci), guardati e soprattutto sèntiti questo video: senz'altro è un po' monotono, ma l'effetto ipnotico si sa che qualche reazione positiva la ottiene, basta crederci...

  



Crediamoci, dunque, nonostante le tasse (capitolo chiuso fino a nuovo ordine, no?), le amiche svedesi (VOGLIO ANCH'IO FARE TUTTO VIA SMS!!! ma sms che funzionino!!!), i politici con i loro privilegi (quelli, guai a chi glieli tocca!!!), il caldo torrido, gli autobus e le metro pieni e puzzolenti, le ceste di roba da stirare, le otiti purulente, i neuroni ridotti e stracchi... e chi più ne ha, più ne metta!!!

RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE!!!... non lo ha già detto qualcun altro???

Ciao, al prossimo post.

Tua Stordy